Quando dei dispetti si fa politica...

di Alessandra Callegari - Consigliere Comunale.

Quanto accaduto ieri in Consiglio è avvilente: la dialettica politica nel nostro Comune ha raggiunto l'apice del disprezzo dell'istituzione che il Consiglio Comunale rappresenta. Con un ambiguo gioco burocratico, l'elezione del Presidente del Consiglio, massima figura di rappresentanza e garante di imparzialità all'interno di un'Amministrazione, è stata dichiarata non valida a causa di un presunto vizio di forma.
Ulteriore beffa è stata poi aggiunta attraverso la votazione del secondo membro di rappresentanza della minoranza all'interno della più importante commissione permanente consigliare, la Commissione Affari Istituzionali: in sostituzione della dimissionaria Andreola, la prassi chiedeva la proposta da parte della minoranza e normalmente la maggioranza si sarebbe limitata ad accogliere per voto palese la proposta. Così non è avvenuto e la maggioranza ha di fatto sottratto alla minoranza il diritto di scegliersi il proprio rappresentante nella commissione.
Disprezzo delle istituzioni dicevo, e, al contempo, assoluta mancanza di rispetto dei cittadini, dei loro rappresentanti e della Politica.
Ancora una volta questa Amministrazione ha dimostrato spregio del ruolo che la politica deve avere nella gestione della comunità e dei suoi meccanismi e nell'esempio che i suoi rappresentanti dovrebbero dare di lealtà e rispetto dell'avversario.
Da figlia di un ex sindaco di tempi passati in cui la politica locale aveva tutt'altro valore, ritengo che il comportamento di questa Amministrazione offenda la storia del nostro comune e tutti coloro i quali vedono e hanno visto nella politica solo uno strumento per amministrare ed affrontare, risolvendoli, i problemi della comunità e non un mezzo per portare avanti sterili battaglie personali.
Anche se non congeniale al proprio disegno, l’elezione di un Presidente di minoranza, avrebbe dovuto e potuto invece rappresentare per il Sindaco e la sua maggioranza, l’occasione per dimostrarsi più aperti al dialogo e al confronto e più propensi al rispetto del ruolo di rappresentanza e controllo pur sempre legittimo della minoranza. L'Amministrazione ha invece optato per la denigrazione della minoranza e insinuando la possibilità di interpretare l’errore contenuto nella scheda contestata come voto di scambio: parole pesantissime che certamente non hanno nulla a che fare con ciò che è avvenuto in Consiglio con una votazione svoltasi nel pieno rispetto delle regole e scrutinata mediante uno spoglio in presenza dello stesso Sindaco e tre scrutatori i quali l’hanna ritenuto perfettamente valida decretando conseguentemente l’elezione del Presidente Andreola.
Come gruppo consigliare, ci teniamo a ribadire il nostro totale distacco da quanto affermato dal Sindaco e provvederemo nelle opportune sedi per la tutela dell’operato e della validità dell’azioni del Consiglio.